Accadde oggi 13 gennaio

13.01.2019 17:12

La Federazione Italiana del Football nacque nel 1898, quando il calcio in Italia era ancora a un livello pionieristico. Il primo tentativo di dar vita a una selezione italiana fu effettuato già nel 1899 (secondo alcune fonti nel 1895[1]) quando la FIF selezionò undici giocatori che militavano nel campionato italiano, di cui solo tre italiani, per giocare il 30 aprile un incontro amichevole a Torinopresso il Velodromo Umberto I contro una rappresentativa svizzera che si impose per due reti a zero. In quell'occasione la rappresentativa italiana indossò una divisa biancoblù che era in effetti quella di gioco del Genoa. I giocatori "italiani" selezionati per quell'incontro furono BeatonBosioDobbieKilpinSavage e Albert Weber dell'Internazionale Torino e AgarDe GalleaniLeaverPasteur I e Spensley del Genoa.[2][3]

 
Francesco Calì, primo capitano della Nazionale

Il 13 gennaio 1910 nasce la Nazionale italiana, per merito del presidente della Federazione Italia Giuoco Calcio (dall'anno prima nuovo nome della FIF) Luigi Bosisio.[4] A tal fine, in mancanza di allenatori veri e propri ed essendo gli arbitri i più esperti, tra gli addetti ai lavori, sul tasso tecnico dei diversi giocatori che militavano in Prima Categoria (l'odierna Serie A), la FIGC incaricò la Commissione Tecnica Arbitrale di scegliere i giocatori che avrebbero giocato in Nazionale per le prime partite.[5] La commissione tecnica, formata da Umberto Meazza (US Milanese), Alberto Crivelli (Ausonia Pro Gorla), Agostino Recalcati[6](US Milanese), Giuseppe Gama (Inter) e Gianni Camperio (Milan), designò Umberto Meazza come allenatore.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Italia-Francia (1910).

Il 15 maggio, all'Arena Civica di Milano, l'Italia debutta contro la Francia e vince 6-2.[7] Nell'occasione, Francesco Calì dell'Andrea Doria è il capitano della selezione, mentre il primo storico gol degli Azzurri è messo a segno da Pietro Lana, autore di una tripletta.

Vinti i titoli 1908 e 1909, la squadra dei "Leoni" vercellesi fu però sconfitta dall'Inter nel 1910, nel primo vero spareggio della storia del campionato italiano. Il presidente della Pro, Luigi Bozino (futuro presidente FIGC e primo vicepresidente italiano della FIFA e amico fraterno di Jules Rimet), schierò gli undicenni ragazzini della Quarta Squadra contro i nerazzurri, che vinsero di conseguenza facilmente per 10-3. Il motivo fu la data dello spareggio stesso, disputato come da regolamento a Vercelli, che – a dire dei vercellesi – non consentiva alle Bianche Casacche di schierare tre giocatori titolari impegnati nello stesso giorno in un torneo militare, in cui erano stati precedentemente invitati. Ne seguì la beffa per il club piemontese: una sonora squalifica fino al 31 dicembre da parte della FIGC a tutti i calciatori vercellesi, proprio a pochi giorni dall'esordio in Nazionale. La squalifica fu poi ridotta fino a ottobre, in seguito anche ai disastrosi risultati ottenuti dagli azzurri.

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